Origine rifiuti & Problematiche

L’unica vera origine dei rifiuti e degli elementi che producono impatto sui litorali e lungo il paesaggio costiero è legata all’uomo, al suo vivere, consumare risorse e al suo spostarsi nell’ambiente.

Nonostante gli importanti passi avanti compiuti nello sviluppo di una coscienza ambientale collettiva, persistono tuttavia, in modo ancora troppo diffuso tra la popolazione e tra i soggetti del mondo produttivo, atteggiamenti di totale disinteresse ed ignoranza verso le dinamiche ambientali, forse ancora percepite come astruse in raffronto al proprio percorso di esistenza o di profitto.

Un esteso menefreghismo e disattenzione si osserva anche rispetto al meno impegnativo concetto di estetica del paesaggio, lo stesso che in linea di massima ci porta ad attuare dei comportamenti conservativi rispetto all’ordine e all’igiene all’interno delle nostre abitazioni, officine, aziende, uffici, ecc.
Tutti infatti ci opponiamo in qualche modo, nei nostri spazi privati,
all’accrescersi del volume di rifiuti attraverso il piccolo ed egoistico sforzo di passare, almeno di tanto in tanto la scopa e lo straccio e di fare la passeggiatina con il sacchetto verso il cassone dei rifiuti.
Se fosse altrimenti infatti il nostro spazio vitale verrebbe progressivamente occupato da sgradevoli volumi di spazzatura, polvere, sporco, ecc., rendendoci via via più sgradevole l’occupare quegli stessi spazi.

Questo breve percorso logico ci potrà sicuramente suggerire una intuitiva risposta se qualcuno dovesse mai chiederci un parere su come la tanto bella città di Napoli, negli ultimi mesi del 2007- primi del 2008, possa aver registrato un calo nel flusso turistico.
A chiusura di questo breve ragionamento, si impone una riflessione su come gli stessi principi che regolano la gradevolezza della nostra dimora, debbano necessariamente essere applicati anche a quella più grande casa che è il paesaggio che ci circonda, che dà senso ad ogni nostra passeggiata, pic-nic, gita o soggiorno balneare e che vorremmo poter trovare pulito ed in ordine senza, possibilmente, tracce di precedenti visitatori.

Il mantenimento del decoro e della pulizia dei luoghi può certamente essere demandato talvolta a specifiche professionalità o servizi, così come avviene al ristorante dove tutti pretendiamo e diamo per scontato che il tavolo nel quale andremo a sederci debba presentarsi ordinatamente apparecchiato e con coperti puliti, anche se magari poco prima vi avevano preso posto altri avventori.

Se questo può essere vero per determinati ambienti come le città in cui si organizza una capillare e costosa azione di raccolta dei nostri rifiuti, non altrettanto si può pretendere che avvenga in ogni posto, più o meno sperduto, che andiamo a frequentare.
Occorre invece che ciascuno sviluppi una responsabilità nella gestione dei propri rifiuti, e garantisca, anche se si è lontani dai circuiti istituzionali di raccolta, il loro successivo conferimento; proprio come facciamo da casa fino al cassone di strada.
L’idea di abbandonare sul posto la spazzatura con la scusa che è faticoso portarla via o che tanto non ci si ritornerà più, trasferisce, senza rispetto del prossimo, il problema e la fatica a qualcun’altro che si infastidirà per ciò che avrete lasciato, così come sicuramente vi sareste infastiditi voi stessi se l’aveste trovata abbandonata nel posto che vi piace frequentare.

Oltre alla mole di spazzatura che viene deliberatamente abbandonata sulle coste dai frequentatori itineranti “di terra” e che interferisce con la qualità estetica del paesaggio litoraneo (sentieri, stradine di avvicinamento, are di sosta, punti panoramici), si aggiunge la grande quantità di spazzatura gettata in mare dalla “gente di mare” o sedicente tale (diportisti, pescatori, villeggianti, equipaggi petrolieri e mercantili, ecc.) che và a incontrare il più sistematico flusso di piccoli oggetti non biodegradabili buttati nei water delle città e che attraverso gli scarichi fognari superano le griglie ed i filtri di cattura. Il tutto viene in parte “risputato fuori” sulle rive e sulle spiagge dalle mareggiate … nel tentativo del mare di disintossicarsi da ciò che vi abbiamo buttato dentro, riportandolo sfacciatamente a fianco ai nostri asciugamani.

La quantità di rifiuti in questo caso diventa difficilmente riferibile ai frequentatori di un sito preciso ed evidenzia, in maniera energica su scala mediterranea, il concetto di globalizzazione, ora non più di culture, merci e mercati, ma di rifiuti, tendenze di consumo e di comportamento. Il mare diventa così, suo malgrado, veicolo di contagio e contaminazione delle coste, comprese anche le più inaccessibili e selvagge, sulle quali finiscono per essere spiaggiati rifiuti, residui e prodotti del consumo umano avvenuto anche a distanze impensabili.

La pregiata Sardegna con la sua posizione e i suoi venti dominanti del quadrante nord occidentale viene così ad essere esposta, oltre che all’inquinamento indigeno e turistico costiero, anche alla eco-irresponsabilità delle popolazioni del mare e d’oltre mare, della Francia, Corsica, Spagna e nord Africa di cui il mare ci recapita parte della spazzatura.

Il risultato di queste dinamiche e del continuare ad assecondare la dilagante culture del prodotto “usa e getta” (spesso non biodegradabile) è che, su scala globale, non è quasi più possibile osservare una spiaggia immune dalla variopinta ed in genere vistosa presenza di catrame, tappi, bottiglie, accendini, filtri e mozziconi, “cotton-fioc”, assorbenti, ecc. ecc. ecc…...
Nel giro di 30 - 40 anni ci siamo compromessi, come accaduto in tanti altri spazi, la gradevolezza e verginità delle spiagge.

Occorre, senza più rimandare, che tutti facciano il loro piccolo sforzo per evitare un ulteriore aggravamento di questa umana degenerazione e contribuire al recupero della qualità del paesaggio!!!

Tipologia

Le tipologie di rifiuti che finiscono per ritrovarsi sui litorali appartengono alle più svariate categorie di prodotti del commercio contemporaneo dei diversi settori; senza la pretesa di poterli evidenziare tutti (cosa pressoché impossibile) diamo, di seguito, un cenno di ciò che la nostra attività di tutela e bonifica riscontra sistematicamente.

Dal settore cosmetico arrivano una enorme varietà di:
- confezioni, contenitori, tubetti, flaconi di creme solari, olii abbronzanti, burro cacao, bustine di campioni gratuiti ecc…
- flaconi e bottiglie di saponi, detergenti (shampoo, bagnoschiuma ecc.)

Dal settore igienico sanitario:
-fazzoletti
-salviette in tessuto non tessuto (estremamente resistenti alla degradazione) e loro contenitori
contenitori di deodoranti
-bastoncini per la pulizia delle orecchie (“CottonFioc” delle tipologie con stecchetta in plastica)
-assorbenti femminili e loro applicatori
- siringhe
- sacchetti catetere, sachetti drenaggio, fleboclisi
- confezioni di medicinali civili e veterinari

Dal settore dei prodotti per la casa e dei generi alimentari:
-piatti, posate, bicchieri di plastica
-bottiglie e flaconi vari di tutte le tipologie, plastica, vetro ecc
-tappi degli imbottigliamenti più svariati
-lattine di bevande
-incartamenti ed imballaggi plastici vari di alimenti

Assortito dal comparto industriale e marittimo in senso ampio - incluse marinerie commerciali e mercantili, della pesca e della diportistica giungono:
-flaconi tappi ed imbottigliamenti vari di lubrificanti e grassi per meccanica e motori
-residui catramosi e bituminosi
-bidoni e taniche di carburanti ed altro
- espansi di polistirolo e poliuretano che finiscono per frantumarsi in mille pezzi sulle coste
-cassette per il confezionamento del pesce
- pezzi di tubazioni in plastica, di condotte, di manichette
-fusti di lamiera di prodotti petroliferi
-ruote e pneumatici e parti di automobili
- vecchi estintori anti incendio
-cordame vario, cime, funi, sagole, reti, matasse di lenza
-elmetti da cantiere
-carcasse di imbarcazioni
-cialde e compresse in plastica di macchinette del caffè
-buste di plastica, sacchi sintetici
-elettrodomestici, frigoriferi, scaldabagni, cucine ecc…

Dal settore dell’abbigliamento
-Calzature, sandali e ciabatte
-Pinne per il nuoto
-brandelli di mute in neoprene
-capi di vestiario ed asciugamani da spiaggia
Ecc. ecc. ecc……..

Consigli, precauzioni e rimedi

Una delle caratteristiche principali dei rifiuti delle spiagge e che finiscono per mescolarsi ad elementi naturali e diviene poi difficilissimo riuscire a separare gli uni senza portarsi via anche grandi quantità degli altri.
Le plastiche, sotto l’effetto del sole finiscono per depolimerizzare e diventano così più fragili; l’azione del mare e dei macchinari produce poi la frantumazione di queste colorate plastiche in una miriade di pezzi più o meno grandi impossibili da isolare e raccogliere.

Le macchine per la pulizia non hanno ancora un sufficiente grado di efficienza e soprattutto versatilità di adattamento ai diversi substrati delle spiagge talvolta costituite ai sabbie fini, da ghiaie di quarzi o ancora ciottoli o, come si riscontra più spesso, da una combinazione di queste diverse granulometrie.

I volumi di materiali che si asportano con queste attrezzature, diventano enormemente maggiori rispetto a ciò che era il reale rifiuto o contaminante artificiale da rimuovere e si finisce per includere tanto del materiale naturale inorganico ed organico che dovrebbe invece rimanere sul posto; il processo rischia alla lunga di svuotare, trasferire o nascondere poco a poco le spiagge nelle discariche.

Il lavoro finisce per doversi fare manualmente con grande dispendio di energie e denari, in particolare, nei tanti posti pregiati e non immediatamente raggiungibili da mezzi dove non è pensabile ne possibile portare macchinari per la pulizia.

La vera strategia che deve essere adottata dalla collettività è la prevenzione; ciascuno di noi deve evitare di aggiungere materiali di scarto al paesaggio e al mare.

 

Raccomandazioni e consigli

Al popolo (di terra) dei vacanzieri della spiaggia e dei litorali

Non abbandonate rifiuti di qualsiasi genere in spiaggia o nella aree litoranee limitrofe (parcheggi, stradine, sentieri, pinete ecc - piuttosto contribuite a portare via ciò che notate nelle vostre vicinanze …magari vi divertirete a capire di che natura e provenienza sono i rifiuti e vi farà capire di chi siano le responsabilità, quali siano le dinamiche marine e passerete curiosamente il tempo . ...tanto ciò che deriva dalle mareggiate è tutto sterilizzato dalla lunga permanenza in mare)

Non sovraccaricate i piccoli cestini, per le cartacce dei gelati e i piccoli rifiuti, con sacchetti grandi ed ingombranti creereste uno sgradevole cumulo che rischia di essere sparpagliato dagli animali randagi e selvatici facendo uno schifosissimo tappeto di spazzatura al quale avrete personalmente contribuito!!!
fate piuttosto un po’di strada in più e gettatelo nei cassonetti più grandi, in zone di raccolta più attrezzate per grandi volumi-questo è l’essere civili!!!

Non abbandonate o nascondete le cicche di sigaretta sotto la sabbia non sono biodegradabili!!!
(diventa un problema riuscire a separarle poi dalle sabbie ciottoli e conchiglie e il setacciare le sabbie distrugge l’ecosistema di tanti piccoli organismi sovvertendo le stratificazioni della sabbia)

Non gettate in mare rifiuti e sacchetti di plastica - perché tornano presto sulle coste sporcando le spiagge, vi rompono le lenze di pesca al traino, uccidono le tartarughe ed i pesci che li mangiano scambiandoli per meduse, vi danneggiano i motori delle barche se li acciuffate con le eliche o con le aspirazioni di raffreddamento

Non lasciate sulle spiagge cumuli di rifiuti organici e biologici o biodegradabili piuttosto portateli via o fuori dalla visibilità collettiva in zone nascoste che non interferiscano con la qualità estetica del sito (anche la cacca e biodegradabile ma trovarsene una in spiaggia o che galleggia in mare mentre si nuota non piace a nessuno)

Non lasciate i residui delle vostre abbuffate di ricci o frutti di mare immediatamente sulla riva; vi possono camminare scalzi bagnanti e bambini durante la stagione …è vero che l’anno prossimo già non ci saranno più, ma per tutta l’estate rischiano di starci. Non costa niente rimetterli nella cesta o nel secchio e portarli in una zona di massi e scogli, lontana da quelle frequentate in genere a piedi nudi, ma sempre a portata del mare che dovrà agevolarne la triturazione. Mai scaricarli verso l’entroterra lontano dalla portata delle mareggiate allora si che rimangono lì per sempre finché qualcun altro non li raccoglie apposta!!!

Non portatevi mai via sabbia, sassi, ciottoli, conchiglie, vegetazione perche cambiate il paesaggio dei vostri nipoti e fareste ciò che hanno fatto i vostri padri alterandovi il loro - alla fine non ne rimane più per nessuno … inoltre se vi beccano ci sono, giustamente, multe molto salate!!!!!

Ai Pescatori!!!!!

Non abbandonate, nella postazione di pesca, scatole di esche, riviste, pacchetti vuoti di sigarette, accendini, buste e bustine di ami, piombini e star light …. la gente li ritrova il giorno dopo e finisce che vi riconosce come categoria di maiali che dal mare sanno solo pretendere e non ne hanno alcun rispetto.

Non abbandonate o gettate grovigli di lenza già basta quello che lasciate in acqua ogni volta che “incocciate” i piombi !!!!!!

 

Al popolo dei professionisti del mare

Non gettate in mare rifiuti di nessun genere, spazzatura di cambusa e cucina, bottiglie e lattine, taniche, copertoni, equipaggiamenti e dotazioni di lavoro scassate, cassette, polistirolo, spansi di poliuretano, carburanti, oli, grasso e relativi contenitori ecc.
….. non è vero che “i pesci mangiano tutto” e le porcherie che buttate ve le ritrovate nelle reti e sulle spiagge dove arrivano volentieri i turisti (che contribuiscono quindi alla vostra economia generale comprano il vostro pesce al mercato e i prodotti delle vostre città o paesi) solo se si tratta di posti belli e gradevoli e non di mondezzai o discariche.

• Non rinunciate, anche se doveste essere “dispersi” in meccanismi produttivi multinazionali, alla fierezza, orgoglio e tenacia che vi viene dal vivere costantemente il mare in tutte le sue stagioni e condizioni, svilendo e declassando questo illustre compagno e maestro che è il mare a grande spazzatura o pattumiera; sareste degli ingrati e della peggior marineria …quella che sputa nel piatto dove mangia.

 

Al popolo dei dilettanti, sportivi e diportisti del mare


Non cambia di molto la vostra posizione dai professionisti, solo che il mare lo vivete per periodi più brevi e discontinui e molto anche da terra, perciò, osservate le stesse cautele e cercate di avere dignità di responsabile e rispettosa marineria.

 

Al popolo degli imprenditori e dei manager delle aziende produttive

Adottate politiche commerciali e di filiera il più possibile ecocompatibili!!!

Riducete l’impiego di materiali che non siano rapidamente biodegradabili nel confezionamento ed imballaggio dei vostri prodotti; siete la causa primaria “colposa”dell’ insudiciamento del pianeta!!!

Sostituite il possibile con boiplastiche o altre tecnologie perché nel momento in cui diventano disponibili il vostro perseverare porta la vostra responsabilità a diventare “dolosa”

Incentivate logiche di recupero, riciclaggio, cauzione dei vuoti, e auto approvvigionamento da distributori automatici in selfservice con contenitori propri;

Respingete o disincentivate l’apparente ma subdola convenienza dell’Usa e Getta